Read Il ragazzo in soffitta by Pupi Avati Online

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Berardo Rossi detto Dedo è popolare e brillante, è negato per il latino e tifa Milan anche se vive a Bologna. Giulio Bigi è timido e sovrappeso, legge l’Eneide come fosse «Tuttosport» e indossa orrende cravatte. Due quindicenni che sembrano appartenere a pianeti diversi, se non fosse che ora abitano nello stesso palazzo e frequentano la stessa classe… E che nella famigliaBerardo Rossi detto Dedo è popolare e brillante, è negato per il latino e tifa Milan anche se vive a Bologna. Giulio Bigi è timido e sovrappeso, legge l’Eneide come fosse «Tuttosport» e indossa orrende cravatte. Due quindicenni che sembrano appartenere a pianeti diversi, se non fosse che ora abitano nello stesso palazzo e frequentano la stessa classe… E che nella famiglia di Giulio c’è un segreto che coinvolgerà, suo malgrado, anche Dedo. Giulio, infatti, non ha mai visto suo padre, chiuso in ospedale fin da prima che lui nascesse. Ora quello sconosciuto sta per tornare a casa. Ma non è la persona che lui si aspetta. Mentre dagli armadi del passato emerge una favola nera di ambizione musicale e passione non corrisposta, Dedo si rende conto che il «ciccione del piano di sopra» è diventato un amico, che quell’amico è in pericolo, e che è il momento di fare delle scelte: ora sono loro due contro tutti. Da una Trieste intrisa di nostalgia a una luminosa e cinica Bologna, Pupi Avati mette in scena nel suo primo romanzo un intenso intreccio psicologico e una vicenda ricca di suspense: la storia di un’amicizia adolescenziale, di un lungo amore, di una nera vendetta. E crea con Dedo e Giulio due protagonisti di estrema autenticità: due ragazzi costretti a diventare grandi affrontando le sconfitte dei loro padri....

Title : Il ragazzo in soffitta
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ISBN : 9788823506961
Format Type : Paperback
Number of Pages : 256 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Il ragazzo in soffitta Reviews

  • Pupottina
    2018-12-06 13:51

    Avevo grandi aspettative per questo romanzo, da quando ho saputo che il famoso regista, produttore e sceneggiatore cinematografico, Pupi Avati, aveva intenzione di scriverlo. Ho atteso pazientemente. Quando ho appreso il titolo, IL RAGAZZO IN SOFFITTA, ho iniziato ad immaginare quale poteva essere la trama e un po', chissà perché, ho ricordato quel suo film cult "La casa dalle finestre che ridono" e ho atteso qualche vicenda in quello stile horror e noir. Leggendolo, però, ho trovato molto di più: un romanzo che è semplice e complesso nello stesso tempo, con tanto da trasmettere per far riflettere sulla società contemporanea e sulle umane fragilità. Ci sono valori e ambiti positivi (come amicizia e amore, bellezza e musica), ma anche tutto il contrario (ambizione, follia, dolore, ossessione, deformità sia fisica che dell'anima, morte). Le mie aspettative non sono state affatto deluse, ma letteralmente ribaltate dalle continue sorprese e cambi di rotta nella narrazione che questo romanzo riesce a orchestrare, appassionando e sconvolgendo chi ne intraprende la lettura. Il romanzo narra due storie, in anni e città italiane diverse, Bologna e Trieste, destinate a confluire in un presente che è quello mediatico di oggi, dove si è costantemente alla ricerca di un mostro da sbattere in prima pagina, cui addossare il brutto e il male. Al centro di tutto, la storia della nascita di una grande amicizia tra due ragazzi completamente diversi, Dedo e Giulio, che affrontano eventi più grandi di loro, risalenti ad un lontano ed indicibile segreto del passato, fatto di depravazione e morte. Facendo riaffiorare, nel presente, un male celato nell'oscurità dell'oblio, la luminosa e spensierata situazione di partenza viene irrimediabilmente modificata in peggio. Tutto diventa tetro, pericoloso, malato. I due amici sono inevitabilmente destinati a rimanerne travolti.Il romanzo, un noir che procede con un climax crescente di suspense, risulta vincente grazie all'alternanza delle vicende e alla mescolanza tra eventi indicibili e storie di banale quotidianità, narrate con uno stile fluido, scorrevole e attuale.È un capolavoro destinato a fare scuola, con personaggi che ti restano dentro. L'ambientazione ristretta della soffitta, buia, stretta e invivibile, è una metafora perfetta della condizione esistenziale dei personaggi più riusciti.

  • marco_izner
    2018-12-02 13:10

    Pupi Avati e la scrittura non sono mai stati due mondi troppo distanti: parliamo di uno che è autore di tutti i film da lui diretti, alcuni dei più recenti riportati in seguito sulla carta stampata in una riuscita commistione tra testo narrativo e sceneggiatura. Una volta divenuto anche biografo di se stesso nel simpatico e toccante La grande invenzione - lettura consigliata a tutti gli amanti del regista bolognese -, l'arrivo di un romanzo sembrava un passo quasi fisiologico: e infatti eccolo qui, Il ragazzo in soffitta, esordio ufficiale di un settantaseienne che, come un ragazzino, si diletta a mettere in piedi una storia che, non a caso, ha come protagonisti proprio due adolescenti, Berardo (detto Dedo) e Giulio. Il primo è benestante, pieno di amici ma disastroso negli studi, tutto sommato ordinario e tranquillo; il secondo, sovrappeso e bizzarro nel vestire, timido e un po' secchione, nonché appassionato di Virgilio: egli, da poco trasferitosi nel capoluogo emiliano con la madre, è il nuovo inquilino dell'ultimo piano (appunto, la soffitta) del palazzo appartenente alla famiglia di Dedo. Malgrado l'apparente incompatibilità, tra i due, una volta costretti a studiare assieme, nascerà una importante amicizia, consolidata dalla scoperta di un macabro segreto sul passato del padre di Giulio. La narrazione, sospesa tra la Bologna contemporanea e la Trieste di qualche decennio addietro, con la graduale perdita dell'innocenza dei protagonisti, si fa sempre più tesa e cupa, sfociando in un finale forse prevedibile ma funzionale a un onesto romanzo d'intrattenimento, dalla prosa scarna e misurata, che riesce in qualche modo a sintetizzare i tratti peculiari del cinema di Avati. Da un lato, non mancano la famiglia, il rapporto con la sua città, la giovinezza, la sconfitta e, ovviamente, la musica; dall'altro, il mistero, l'orrore, gli emarginati, la crudeltà della vita e, talvolta, dell'amore. E anche qui, il cineasta-scrittore, proprio com'è solito fare dietro la macchina da presa, predilige la qualità del racconto all'esercizio di stile: una scelta che, in questo come in altri casi, si rivela vincente. [recensione uscita sul Mucchio di maggio 2015)

  • Invisible Girl
    2018-11-19 12:00

    2.5 il finale è inaspettato, però non è un libro così eccezionale

  • Francesca
    2018-11-16 16:13

    " Lui ha negli occhi le cose che immagina e si capisce che sa immaginarle più belle di come sono."" Volere bene è un mistero che lo capisci solo se ci pensi molto."Esordio come scrittore del regista Pupi Avati; apprezzando i suoi film ero curiosa di leggere questo romanzo e infatti non mi ha delusa. Tre le storie di vita che si intrecciano, in due differenti epoche; anni '80-90' la storia di Samuele Menczer a Trieste e nei giorni nostri quella di Giulio e Dedo, adolescenti a Bologna, la cui recente amicizia si rivela di una potenza inaspettata forse anche ai loro stessi occhi, riuscendo quasi a far fronte a quelle colpe dei genitori che ricadono inevitabilmente, in modo più o meno pesante, sui figli.Un racconto di amicizia, di amore e di mistero che sfiora anche il noir, costellato di piccole perle di poesia e che si fa leggere senza intoppi grazie ad una scrittura semplice e fresca che porta all'inaspettata conclusione.http://tiserveunlibro.blogspot.it/

  • Libri &
    2018-12-09 08:05

    Berardo Rossi, detto Dedo, ha quindici anni ed è un «ragazzo imperterrito»: brillante e popolare, odia il latino e, anche se vive a Bologna, tifa Milan come suo padre, che ha lasciato la moglie e i figli per mettersi con una più giovane. Dedo vive con suo madre e col fratello minore autistico Follo, a cui il ragazzo vuole particolarmente bene proprio perché sa che non può guarire. Quando Giulio Bigi si trasferisce nel suo palazzo e inizia a frequentare la sua stessa classe, Dedo lo considera subito uno “sfigato”: Giulio è timido, impacciato, un po’ sovrappeso, legge l’Eneide come se fosse «Tutto sport» e porta delle cravatte ridicole. Continua a leggere su:http://letteraturaecinema.blogspot.it...

  • Rita
    2018-12-12 10:01

    I MOSTRI SANNO NASCONDERSIUna "semplice" amicizia tra due ragazzini diametralmente opposti, Dedo e Giulio, dalla quale scaturisce una storia dal ritmo incalzante e carica di tensione, perché ricca di misteri irrisolti e segreti, che verranno a galla sconvolgendo le vite dei due protagonisti.Molteplici i temi trattati: l'amore, il tradimento, la gelosia, l'omicidio, il sacrificio, il pregiudizio. Ci insegna a stare attenti a coloro che giudichiamo "mostri": spesso è tutta apparenza, quelli veri sanno nascondersi bene.

  • Davide Rubini
    2018-11-27 09:09

    Not the finest piece of literature but surely a good example of how a nice story can be told well. And with that a genuine picture of a troubles friendship and a plot of misguided accusations and ungenerous prejudices. This novel is also the novel version of what Avati's films are.

  • Gloria Finocchi
    2018-12-15 10:00

    Giallo raccontato a più voci, che ti induce a credere di aver già raccontato tutto, mentre c'è un risvolto sorprendente verso la fine. Purtroppo trovo poco convincente il finale. Ma nel complesso una bella lettura.

  • Alessandro
    2018-11-27 09:46

    Veloce, leggero...4 h di lettura per staccare... voto: 6/7

  • Silvia
    2018-11-26 12:50

    Avevo poche aspettative e sono stata piacevolmente sorpresa. Bella scrittura e anche il giallo tiene fino alle ultime pagine. Non male Pupi!

  • Marta Folgarait
    2018-12-06 13:47

    Le ottime recensioni mi hanno convinta a leggere questo libro. L'inizio era promettente ma poi si è rivelato noioso, banale e abbastanza irreale. Bocciato!

  • Miti
    2018-12-11 12:00

    Positivamente sorpresa. Basta?