Read di rabbia e di vento by Alessandro Robecchi Online

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Ritorna Carlo Monterossi, il protagonista di Questa non è una canzone d’amore e di Dove sei stanotte. Un successo da oltre 50.000 copie. Ritorna la Milano noir, sghemba e sorprendente, di Alessandro Robecchi....

Title : di rabbia e di vento
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ISBN : 29284097
Format Type : Kindle Edition
Number of Pages : 407 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

di rabbia e di vento Reviews

  • Lorenza Alessandri
    2018-11-24 10:53

    Confermo.Robecchi è proprio bravo.

  • Alfonso D'agostino
    2018-12-07 18:56

    Alessandro Robecchi è quanto di più simile a un fotografo si possa trovare oggi in libreria. Nei suoi romanzi – ammetto di averli amati tutti – riscontro una profondità di campo che riflette lo sguardo del vero reporter: quella curiosa combinazione di prontezza e sensibilità che si concretizza in genere in un ottimo scatto. “Di rabbia e di vento” è una magnifica fotografia.Ma Alessandro Robecchi regola il fuoco con le parole e fa scattare l’otturatore con la punteggiatura, ritraendo un Milano vera come solo il capoluogo lombardo sa essere. In questo scenario si muove un protagonista fra i più felicemente riusciti degli ultimi anni, un autore televisivo (pentito) che in compagnia di variegati compagni di avventura finisce invischiato in una serie di delitti da affrontare con quella sete di giustizia che contraddistingue gli uomini buoni.Aggiungiamo che la trama è quella di un solidissimo giallo, che i dialoghi della “domestica” di casa Monterossi con la Vergine valgono da soli il prezzo del volume e che in alcune pagine si ride proprio sguaiatamente ed ecco composto il cocktail di un romanzo godibile, stra-consigliato, pronto per un pacco dono ad uno a cui si vuol bene o per allietare qualsiasi momento di relax.http://capitolo23.com/2016/03/15/ales...

  • Eliza
    2018-11-30 12:44

    http://www.labibliotecadieliza.com/20...E così sono arrivata al terzo libro della serie dedicata a Carlo Monterossi. Sapete il problema delle serie vero? Belle all'inizio, poi l'interesse cala anche perché spesso gli autori un pochino si siedono e sembra quasi facciano il compitino, giusto per stiracchiare un altro po' la storia e accontentare i lettori. Tutto questo non mi sta accadendo con Robecchi. Anzi vi dirò, questo terzo libro è qualcosa di diverso, non di più bello o di meno bello, solo diverso. Come se fosse un libro più personale o più sentito. Un libro in cui Carlo Monterossi, autore televisivo pentito, inizia a fare il punto della situazione sulla sua vita e immancabilmente si trova invischiato in un nuovo delitto, in una nuova indagine. Carlo è l'incarnazione del mantra "Non sono io che vado a cercare i guai, sono i guai che cercano me" e questa volta il guaio è grosso. Una serata malinconica, una ragazza bella e affascinante che lo avvicina, la musica di Leonard Cohen. Il giorno dopo però la ragazza, Anna, escort di lusso viene trovata morta, dopo essere stata torturata. Poco lontano, in una Milano sferzata dal vento, un venditore di auto di lusso viene ucciso. Stessa pistola per entrambi i delitti. Il collegamento?Come vi dicevo questo romanzo ha qualcosa di diverso rispetto i precedenti, qualcosa che mi sa di più personale, di meno scritto e più sentito. Robecchi ci propone una storia al contempo malinconica e ironica, mentre sullo sfondo scorre una Milano colpita da giorni dal freddo e soprattutto dal vento, un vento che colpisce e urla, che spinge e frena, un po' come se anche lui sentisse che nella storia di Anna qualcosa non torna, che dietro quella bella ragazza vestita in modo sofisticato ci sia molto di più."C'è ancora vento, fuori?", chiese Ghezzi."Si", dice Carlo."Che strano, il vento a Milano".E una volta che è coinvolto come persona informata dei fatti cosa volete che faccia Carlo? Ci si butta a capofitto in questa indagine, creando una vera e propria squadra investigativa... ecco, forse un tantinello strana visto che è composta da lui, dal fidato Oscar, dal camaleontico Ghezzi in aspettativa per convalescenza e dall'uomo delle pulizie della vittima. Ma per Carlo questo caso pare essere diverso, se non altro per quella rabbia che cova dentro, giorno dopo giorno, e cresce e lo spinge ad indagare, a capire, lo spinge a capire chi era veramente Anna e se in fondo è anche colpa sua quello che le è successo. Insomma, l'autore ci propone un protagonista più introspettivo, quasi fosse una naturale reazione al suo lavoro nella " Grande Fabbrica della Merda", là dove vende storielle assurde e stomachevoli ad un pubblico che non chiede altro. Come avrete capito anche in questo terzo capitolo i riferimenti più o meno velati alla vera Milano e alla vera società che la popola non mancano; anzi, qui Robecchi ci da dentro e la sua critica non risparmia nessuno, dalla star televisiva che campa sul marcio che la tv tira fuori dalla gente comune ( e anche un po' in faccia), all'assessore che urla ai quattro venti la necessità di una restaurazione dei valori morali e che poi viene pizzicato con le mani nella marmellata, ovvero in un bisca clandestina, pieno di debiti con gli strozzini. Della serie, cambiano i nomi ma le facce quelle sono e pure i peccatucci.Oramai l'avrete capito, mi sono appassionata allo stile di Robecchi e mi sono affezionata a Carlo. Ora sono curiosa, curiosa di vedere se mai lascerà la tv, se Kathrina riuscirà a convincere la Madonna a fare il miracolo di trovargli "una brava ragazza", di scoprire qualcosa di più su Oscar e quali nuovi travestimenti scoverà Ghezzi.Prima di lasciarvi vi metto qui di seguito il, calendario completo di febbraio di Questa volta leggo, in modo da non perdervi neanche un nuovo appuntamento o magari recuperare quelli passati. La rubrica tornerà a marzo con un nuovo argomento!

  • Goffredo
    2018-11-22 14:50

    Scrive bene Robecchi. Frasi brevi, da leggere senza farti mancare il fiato ma che descrivono situazioni, ambienti, fatti o persone alla perfezione; ha il dono della sintesi creativa. Le storie sono sempre avvincenti, i personaggi li conosciamo già, sempre fedeli a loro stessi forse pure troppo coerenti e precisi, definiti, ti aspetti che si comportino esattamente per come li hai conosciuti. E forse pure un po' troppo scaltri, se devo trovare un difetto.

  • Padmin
    2018-12-09 11:57

    Sarebbero quattro **** per l'intreccio e l'impianto, ma qualcosina non mi ha convinto nel linguaggio. Troppe metafore, ecco, troppo "mestiere" (cosa che nei mestieranti americani non si sente, anche se c'è, eccome se c'è). Diciamo che se questo libro (altri dello stesso autore non ne conosco, per adesso) fosse un uomo, l'appellativo di "piacione" non glielo toglierebbe nessuno.

  • Dust is dancing in the space ✨
    2018-11-23 16:05

    Si può essere così diversi restando la stessa persona?

  • Simonetta
    2018-12-13 17:12

    Tre e mezzoSi ride meno in questo capitolo delle storie di Monterossi, autore della grande macchina della merda (cioè la TV commerciale).Ma non è per questo che ho tolto mezzo punto rispetto ai precedenti. Forse semplicemente non mi ha sorpresa più e ha cominciato ad essere prevedibile, non nella trama ma nei contenuti.In ogni caso è sempre gradevole leggere Robecchi: sia che scriva un romanzo, sia che scriva un articolo sul giornale, sia che scriva i testi a Crozza; mi piace sempre.

  • Redderationem
    2018-11-25 11:47

    Entusiasmato dal primo "Carlo Monterossi", leggermente deluso, in proporzione, dal secondo, nuovamente entusiasmato da questo terzo che, anzi, è forse meglio del primo. L'autore tira fuori dal gruppo uno ad uno i personaggi di questo romanzo corale, senza intelligentemente caricare troppo sul protagonista eponimo della serie, e lo fa in maniera egregia. Soprattutto però la vittima, stupendamente tratteggiata nel modo in cui emerge dai particolari e dagli animi di coloro che stanno indagando.

  • Sergio Frosini
    2018-12-09 12:07

    Gradevole come tutti i romanzi della "saga" di Monterossi, che questa volta mi è risultato anche meno antipatico del solito. Forse anche perché mi è sembrato che il romanzo fosse un po' più "corale", con maggiore spazio lasciato anche ai comprimari

  • Giorgio Comel
    2018-12-07 11:52

    Terzo e, per ora, ultimo volume della trilogia milanese di Robecchi.Ottima ambientazione, buon livello di thriller, scrittura scorrevole e divertente.Robecchi si conferma come un eccellente autore, con punte di sano e piacevole umorismo

  • ao
    2018-11-22 15:09

    Mi è sembrato più avvincente rispetto ai precedenti episodi. Gigioneggia meno, ma i sentimenti sono espressi in modo un po' stucchevole.

  • Mat
    2018-12-07 11:42

    Troppi sbirri, tutti uguali, e troppo poco Monterossi.Avessi cercato un poliziesco "duro" (e questo è solo lungo e noioso) sarei andato sul vicequestore Rocco Schiavone.

  • Giorgia Imbriani
    2018-12-12 12:04

    Arrivati al terzo romanzo, Monterossi si aggiudica un posto d'onore sullo scaffale “libri da leggere in caso di bisogno emotivo di pausa dal mondo” della mia libreria.

  • Elvio Maccari
    2018-12-06 17:48

    Alessandro Robecchi - Di rabbia e di ventoCarlo Monterossi è un ideatore di programmi TV di successo, quelli che oggi definiamo TV spazzatura. A differenza dell'immagine che si è costruito, il Monterossi è un uomo sensibile e con un innato senso della giustizia, saranno proprio queste due caratteristiche a condurlo in situazioni da investigatore, quando il contatto con Anna, una escort conosciuta durante una serata mondana, si trasformerà in tragedia. Per fare luce sulla morte di Anna, si farà aiutare dall'amico Oscar Falcone, giornalista investigativo e dal vicesovrintendente della Polizia Tarcisio Ghezzi. Nella vita di Anna ci sono molti misteri e un tesoro che lei stessa dice di avere, ma che nessuno sa dove sia nascosto. Saranno molte le persone che vogliono mettere le mani su questi soldi, ma solo il trio male assortito avrà la capacità di trovare malloppo e colpevoli.Il libro è molto divertente, perde un pò di fluidità a tre quarti del percorso, tanto che ho dovuto rileggere alcuni passaggi, ma nel complesso mi è piaciuto molto, forse perchè da sensazioni familiari, forse perchè c'è Milano e la Brianza, o forse perchè l'autore è bravo.Finito il 17/04/2016